La tutela del Software: il diritto d’Autore

Sonia Bottegal

Articoli008
08 maggio 2006

 

Introduzione

 

Il 6 luglio 2005 il Parlamento europeo ha bocciato la proposta di direttiva sulla brevettabilità del Software o meglio sulle “invenzioni implementate al calcolatore”.

In Europa da diversi anni si sta cercando di istituire un brevetto a livello comunitario di tutela del software come già è stato adottato negli Stati Uniti d’America. Le grandi imprese del software sono a favore di tale misura mentre i piccoli sviluppatori sono contrari. Da un lato infatti si afferma che con un brevetto si assicura la tutela dello sfruttamento del programma dall’altra invece si ritiene che il software non possa essere brevettato in quanto già tutelato dal diritto d’Autore, essendo stata riconosciuto quale opera dell’ingegno umano.

Lo scenario che nel tempo si è sviluppato attorno alla possibilità di brevettare un programma si è fatto sempre più complesso, in questo primo di 3 articoli è nostra intenzione chiarire alcuni concetti per rendere più comprensibile la vicenda. Nel primo ci soffermeremo sull’attuale tutela del software grazie al diritto d’autore, mentre nei prossimi due articoli ci occuperemo della proposta di brevetto sul software e sulla richiesta di istituire una nuova disciplina sul brevetto a livello comunitario.

 

Cos’è il software

 

La parola software indica un insieme di programmi ( insieme di istruzioni ordinate ) implementati da un elaboratore che consentono all’utente la realizzazione di varie attività.

 

Il diritto d’Autore sul software in Italia

 

Nel 1941 l’Italia approva la legge n.°633 sul diritto d’Autore che consente all’autore di un’opera dell’ingegno umano di vedersi riconosciuta la paternità, la pubblicazione e l’utilizzo in forma economica dell’opera.

In Italia con la legge n.°399 del 1978 si è ratificata e resa esecutiva la Convenzione di Berna che equiparava il programma per elaboratore alle opere dell’ingegno tutelate dal diritto d’autore.

Attualmente in Italia la legge che disciplina il diritto d’Autore sul programma per elaboratore è la n° 633 del 1941 come modificata da diversi interventi legislativi soprattutto di adozione di direttive europee.

 

Approfondendo la disciplina:

 

Sono tutelati i programmi che siano originali ed abbiano quindi un carattere creativo.

Il titolo per l’acquisto del diritto è costituito dalla creazione dell’opera stessa.

Presso la società italiana degli autori ed editori (S.I.A.E.) è istituito il registro pubblico speciale per i programmi ove l’autore fa iscrivere il proprio nome e la data di pubblicazione del programma.

Per la distribuzione dell’applicazione il supporto su cui viene memorizzato deve essere contrassegnato dalla S.I.A.E.

L’autore come già indicato ha il diritto in esclusiva di pubblicare e di utilizzare economicamente l’opera, nonché di autorizzare la riproduzione, il noleggio ed il prestito dei diritti a terzi. Altresì può cedere tali diritti ad altri.

Anche in questa ultima ipotesi l’autore conserva comunque il diritto a rivendicare la paternità dell’opera potendosi opporre a qualsiasi modifica se ciò può recare pregiudizio al proprio onore o alla propria reputazione.

I diritti durano tutta la vita dell’autore e fino al termine del settantesimo anno solare dopo la morte.

La legge regola naturalmente anche le sanzioni civili e penali a tutela del diritto d’Autore.

Le sanzioni di diritto civile prevedono che l’Autore possa agire in giudizio perché venga rimossa la situazione di fatto se ritiene che sia stato violato il suo diritto esclusivo di utilizzazione economica dell’opera.

Le sanzioni penali prevedono invece che nel caso in cui per trarne profitto:

- si duplica programmi in maniera abusiva

- si importa, distribuisce e vende programmi senza l’apposizione del contrassegno S.I.A.E.

vi sia la pena alla reclusione da 6 mesi a 3 anni e una multa nel primo caso ed a 2 anni minimi di reclusione e una multa nel secondo caso.

 

Problema:

 

Nel luglio del 2005 è stata approvata la nuova legge sul diritto d’Autore come poco sopra esposta nelle sue linee essenziali.

Il mondo dell’Open Source che consente la libera distribuzione e riproducibilità dei programmi ha espresso il proprio dissenso con riguardo all’obbligo di apporre il contrassegno S.I.A.E. per la distribuzione e riproduzione di tutti i programmi.

Gli sviluppatori dell’OS affermano che l’obbligo contenuto nella legge riguarda la tutela del diritto esclusivo all’utilizzo economico del prodotto e non alla sua paternità infatti, ad una attenta lettura si evince che è sanzionabile l’attività di duplicazione e distribuzione solamente nel caso in cui se ne tragga profitto.

Altro punto controverso della legge riguarda l’aver sanzionato penalmente lo sviluppo di programmi che rimuovono o aggirano le protezioni ai software o decodificano dati criptati. Si ritiene infatti che sia importante per lo sviluppo della conoscenza collettiva avere la possibilità di comprendere un sistema capendone il funzionamento per condividere poi con gli altri le informazioni a beneficio di tutti.